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Schopenhauer

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Arthur Schopenhauer:  Nella sua opera giovanile,  Il mondo come volontà e rappresentazione , che contiene già gran parte del suo pensiero, sostiene che il mondo è fondamentalmente ciò che ciascun uomo vede (" relativismo ") tramite la sua  volontà , nella quale consiste il principio   assoluto  della realtà, nascosto alla ragione.   La sua analisi pessimistica lo porta alla conclusione che i desideri emotivi, fisici e sessuali, che presto, non potranno mai essere pienamente soddisfatti e quindi andrebbero limitati, se si vuole vivere sereni.  La condizione umana è completamente insoddisfacente e quindi estremamente dolorosa. La   rappresentazione  ha due aspetti essenziali: il  soggetto  rappresentante e l' oggetto  rappresentato. Non può esistere soggetto senza oggetto,l'oggetto esiste perché vi è un soggetto che lo prende in considerazione nella rappresentazione e così il soggetto prende coscienza di sé pr...

KARL MARX

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FEUERBACH E MARX: Se per Feuerbach la religione è frutto della coscienza capovolta del mondo, per Marx ciò è dovuto al fatto che la società stessa sia un mondo capovolto. La religione è «il gemito della creatura oppressa, l'animo di un mondo senza cuore, così come è lo spirito d'una condizione di vita priva di spiritualità. Essa è l'oppio dei popoli»  è un inganno che l'uomo perpetra a se stesso. Incapace di cogliere le motivazioni della propria condizione, l'uomo la considera come dato di fatto, cercando consolazione e giustificazione nei cieli religiosi. il plusvalore: è quella parte del valore prodotto dal lavoro salariato di cui il capitalista si appropria. Struttura e sovrastruttura: Marx indicò con il termine “struttura” l’insieme delle forze produttive (macchine e mezzi produttivi, capitali, forza-lavoro) e dei rapporti di produzione di una data società in un determinato periodo storico. Chiamò “sovrastrutture”, invece, gli ordinamenti giuridici...

FEUERBACH

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Ludwig Andreas Feuerbach    è stato un  filosofo   tedesco  tra i più influenti  critici della religione  ed esponente della  sinistra hegeliana . CRITICA FILOSOFIA HEGELIANA: La filosofia, in quanto libertà che vuole costruirsi da sé e non soltanto come erede della tradizione, deve dunque procedere oltre Hegel, che non critica mai la realtà di fatto, ma si preoccupa soltanto di comprenderla nella sua   razionalità   e quindi giustificarla.  Feuerbach giunge a comprendere che la filosofia di Hegel è in realtà   teologia   filosofica. In particolare critica le categorie fondamentali della " Scienza della logica " di Hegel. Proprio il passaggio dialettico da essere a nulla è criticato, perché, in questo passaggio, Hegel conferisce al nulla una consistenza, un significato ontologico, mentre in realtà è solo la negazione di essere e non ha alcuna consistenza. ESSENZA DEL CRISTIANESIMO: Nel 1841 uscì l'opera più i...

DIALETTICA HEGEL

L'Assoluto, per Hegel, è  il divenire. La legge che regola il divenire è la legge dell'Assoluto qindi la  dialettica . La dialettica è in primo luogo la  legge  della  razionalità , cioè il principio universale che fissa i rapporti fra i  concetti  opposti del pensiero, ma la dialettica è anche la legge della  realtà , cioè  la chiave stessa dell' universo , dato che la realtà  è una manifestazione della razionalità Il concetto di dialettica, nella tradizione filosofica, ha ricevuto significati diversi: Per  Kant , dialettica è l'attività della ragione quando si  abbandona dell'esperienza.  Pe r  Fichte  dialettico è lo sviluppo dell'Io che procede attraverso tre momenti: uno positivo (tesi), uno negativo di opposizione (antitesi), e uno di conciliazione degli opposti tramite limitazione (sintesi). Hegel riprende la concezione triadica fichtiana secondo cui i rapporti fra i concetti si articolano...

HEGEL

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l'Assoluto come: unione  di finito e infinito, ma anche come non unione  e cioè  opposizione  di finito ed infinito. Hegel Afferma , che  per essere infinito deve anche essere finito , ossia deve includere la finitezza al suo interno. Ed è proprio l'opposizione ovvero  l'antitesi, la caratteristica essenziale dello sviluppo dialettico della realtà: l'elemento dell'infinito progresso. Questo allora vuol dire che l'Assoluto come opposizione coincide con la realtà-opposizione, l'Assoluto è immanente alla realtà,senza bisogno di interazioni tra tesi e antitesi. FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO: Hegel sviluppa il tema della risoluzione del finito nell'infinito nella Fenomenologia dello Spirito (dove fenomenologia significa  ciò che appare ).  la  Fenomenologia è  il ricongiungersi dell'universale con sé stesso, attraversando il concreto: in pratica è  dottrina hegeliana  si svilup...

FICHTE

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L'Idealismo critico All'origine della coscienza Fichte pone l'intuizione dell'Io, assimilandola all' io penso  di Kant e all'intuizione della legge morale kantiana. Questa, come autointuizione, deve essere un atto assolutamente incondizionato. Da una tale coincidenza, Fichte giungerà progressivamente alla conclusione che tutta la realtà finisce per risolversi nell'Io assoluto.Egli illustra quindi i tre principi fondamentali che regolano questo reciproco rapportarsi di soggetto e oggetto. 1) L'Io pone se stesso L'Io pone sé stesso  ( tesi ) Fichte afferma che entrambi i principi sono però da giustificare, in quanto derivano a loro volta da uno più generale: l'Io. Se non ci fosse l'Io infatti, non sarebbe possibile affermare i primi due principi. È l'io che pone il legame logico A = A, e che quindi pone lo stesso  A , mentre l'Io non è posto da nessun altro se non da sé medesimo. Poiché è condizionato solo da s...

SCHELLING

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L’idealismo estetico! Schelling si occupò inizialmente soprattutto di Immanuel Kant e Johann Gottlieb Fichte. La sua prima dissertazione  L'io come principio della Filosofia  (1795) era molto vicina alle idee di Fichte. Schelling mantiene infatti il motivo fichtiano del primato della filosofia pratica, come attività articolata in tre momenti: espansione creativa e infinita dell' Io , produzione inconscia di un limite che vi si contrappone, presa di coscienza e superamento di una tale auto-limitazione tramite l'agire etico; Schelling le dà però una diversa connotazione, nella quale anche il momento del non-Io viene valorizzato. Non più solo l'idealismo, ma anche il realismo viene dunque giustificato, nel tentativo di dare organicità e coerenza al kantismo su un piano ontologico. Influenzato da Spinoza, finisce così per conciliare il criticismo con il dogmatismo: questi due sistemi filosofici, che a prima ...