Schopenhauer
Arthur Schopenhauer:
Nella sua opera giovanile, Il mondo come volontà e rappresentazione, che contiene già gran parte del suo pensiero, sostiene che il mondo è fondamentalmente ciò che ciascun uomo vede ("relativismo") tramite la sua volontà, nella quale consiste il principio assoluto della realtà, nascosto alla ragione.
La sua analisi pessimistica lo porta alla conclusione che i desideri emotivi, fisici e sessuali, che presto, non potranno mai essere pienamente soddisfatti e quindi andrebbero limitati, se si vuole vivere sereni.
La condizione umana è completamente insoddisfacente e quindi estremamente dolorosa.
La rappresentazione ha due aspetti essenziali: il soggetto rappresentante e l'oggetto rappresentato. Non può esistere soggetto senza oggetto,l'oggetto esiste perché vi è un soggetto che lo prende in considerazione nella rappresentazione e così il soggetto prende coscienza di sé proprio tramite il suo rapportarsi con gli oggetti.
La rappresentazione, non è più intesa in senso kantiano, come l'oggetto di qualsiasi atto conoscitivo, bensì è il risultato del rapporto necessario tra soggetto e oggetto. Il soggetto non è prioritario rispetto all'oggetto (come per l'idealismo soprattutto fichtiano, che risolve l'oggetto nel soggetto) né l'oggetto è prioritario rispetto al soggetto (come per il realismo in cui è la realtà materiale che informa di sé la soggettività).
In effetti la realtà del mondo esterno non è stata risolta
- né dal realismo che presume sia la realtà a produrre nel soggetto la rappresentazione
- né dall'idealismo che presume sia il soggetto a produrre le rappresentazioni dell'oggetto.
Ambedue le correnti filosofiche hanno errato: la prima attribuendo la relazione causale, che è valida tra gli oggetti rappresentati, a due mondi del tutto diversi tra loro per cui il materialista fa sorgere dalla materia lo spirito, senza accorgersi di operare impropriamente con il principio di causalità e l'idealista fa sorgere dallo spirito la materia utilizzando la categoria di causalità che serve solo a ordinare i fenomeni.
Commenti
Posta un commento